Hollywood e dintorni

Lady D, eterna principessa

Portata sullo schermo magistralmente da Emma Corrin in The Crown 4, Lady Diana ha segnato un’epoca con il suo stile ancora attuale

The Crown è stata una delle serie più viste nelle ultime settimane; siamo certi che qualcuno approfitterà delle vacanze di Natale per recuperarla o lanciarsi in un appassionato rewatch, godendosi tutti i momenti della storia della monarchia inglese sotto il regno di Elisabetta II. Fino all’ultima stagione, uscita il mese scorso, che ripercorre il periodo dal 1977 al 1990 che è stato segnato soprattutto da un luminosissimo ingresso nella famiglia reale: Lady Diana, la regina di cuori che non è mai salita al trono, la donna che è stata un’icona di stile e un’influencer quando queste due espressioni non erano ancora entrate nel vocabolario comune.

Di alcuni dei suoi abiti si parla ancora: primo su tutti, il vaporosissimo abito da sposa con lo strascico di quasi otto metri che la fece sembrare davvero una principessa delle fiabe a lieto fine (anche se sappiamo bene che quello era solo l’inizio di una storia tutt’altro che lieta); ma anche, sentimentalmente agli antipodi, l’abito nero con spalle nude, scollatura profonda e discreto ma deciso accorciamento laterale che è passato alla storia come “Revenge dress”, l’abito della vendetta. Diana infatti lo indossò nel 1994 per una festa alla Serpentine Gallery di Londra, mentre sulla tv pubblica andava in onda l’intervista in cui il principe Carlo ammetteva pubblicamente la sua lunga infedeltà a Diana e la sua relazione con Camilla Parker-Bowles. Diana quella sera era raggiante, o almeno così sembrava: la principessa ormai era allenatissima a nascondere con un sorriso i suoi turbamenti, e sicuramente era aiutata anche dall’amore delle persone che incontrava; un amore che forse, almeno in parte, riusciva a lenire la mancanza di quello che in famiglia non era mai riuscita a trovare.

Diana ha sempre dimostrato una cura di sé e un’attenzione alla propria immagine che l’hanno resa davvero un simbolo senza tempo, grazie anche al suo carisma che nessuno avrebbe mai potuto insegnarle anche volendo, a palazzo: bellezza, generosità (tantissime le iniziative benefiche di cui si fece ambasciatrice), empatia, una classe innata e un altrettanto innato talento comunicativo. Una ventata di freschezza nella monarchia inglese, con un’immagine altrettanto fresca e sempre adatta a ogni contesto: dalle occasioni ufficiali, alle cene più glam, fino alle uscite “private” (le virgolette sono d’obbligo) con i figli. 

Le costanti della sua immagine sono state la massima eleganza in tutte le occasioni – perché Diana sapeva essere elegante anche con improbabili salopette giallo pastello – e il suo inconfondibile, iconico taglio corto e biondo con il ciuffo che cade da un lato quasi a tutelare la sua innata timidezza; un’acconciatura che ha portato sin da giovanissima, con poche variazioni (più o meno volume a seconda della moda o dell’occasione, e pochi centimetri di lunghezza in più o in meno). 

Il make-up di Lady D invece è cambiato in modo un po’ più evidente nel corso degli anni: la vita pubblica della principessa è iniziata quando aveva meno di vent’anni, ed è rimasta sotto i riflettori fino ai trentasei.  

La sua storica make-up artist, Mary Greenwell, ha detto che per Diana il trucco era un modo di far risaltare i suoi punti forti, e a quanto pare non doveva essere difficile far risaltare una bellezza come la sua. Gli occhi blu della principessa sono stati messi in risalto da ciglia scurissime sempre, e poi dagli ombretti rosa negli anni Ottanta (un colore che Diana amava moltissimo), fino a un più azzardato smokey eyes scuro nella fase più adulta e consapevole della sua vita. Raramente ha indossato toni accesi per le labbra: anche in questo caso prediligeva nuance più tendenti al rosa. E nel complesso le scelte erano sempre per un effetto piuttosto naturale, giocando con le luci e le ombre di sfumature fra colori chiari e scuri, con l’obiettivo di mettere in evidenza qualità che la principessa già aveva: occhi profondi, appunto, sorriso luminoso e una pelle – a detta della stessa Greenwell – perfetta. 

Un “no make-up look” che sembra uscito dal 2020, anziché dai vaporosi anni Ottanta e dai patinati anni Novanta! Diana era davvero capace di vivere perfettamente il proprio tempo, ma aveva anche la capacità di scrollarsi di dosso le costrizioni della sua epoca e del suo ambiente, e di guardare avanti. 

Maturando ed elaborando i suoi ben noti problemi familiari e non solo, Diana aveva imparato anche a prendersi cura di sé e della sua bellezza, e anche in questo il suo messaggio è ancora attuale: niente giova alla propria bellezza quanto valorizzare ciò che più ci piace di noi e prenderci cura del nostro corpo e del nostro benessere mentale ed emotivo. La bellezza è un’alchimia, e soltanto amandoci possiamo riuscire a trovare la formula perfetta per valorizzarla al meglio!

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