Beauty tips
I trend beauty da lasciare nel 2025 e quelli da portare nel nuovo anno
A fine anno si fa sempre un po’ di decluttering: si mettono via abitudini stanche e si tengono solo quelle che funzionano davvero e ci fanno stare bene. Anche il mondo beauty nel 2025 è stato un continuo susseguirsi di trend, viralità e prodotti “must have”, ma non tutto merita un biglietto di ritorno nel 2026. Ecco quali tendenze secondo noi è meglio archiviare e quali, invece, vale la pena tenere con sé e portarsi dietro anche nel nuovo anno.
Le cose da lasciare nel 2025, partendo dalla skincare pre-teen
Nel 2025 il fenomeno “Sephora kids” ha acceso molte discussioni: bambine e preadolescenti con haul di prodotti costosi, routine complesse e utilizzo di acidi, retinolo e formule anti-age pensate per pelli adulte. Non è un caso se tanti dermatologi raccontano di vedere in ambulatorio ragazzine con irritazioni da retinoidi, AHA e profumi intensi, prodotti che spesso neanche gli adulti tollerano tutti i giorni. L’uso precoce e senza guida di questi attivi può irritare la barriera cutanea, causare rossori, bruciori, desquamazione e aumentare il rischio di allergie nel lungo periodo. Per questa fascia d’età, salvo esigenze specifiche, bastano detersione delicata, idratazione leggera e protezione solare, eventualmente con qualche prodotto mirato in caso di pelle grassa o primi brufoletti. In alcuni Paesi si discute persino di limitare l’acquisto di veri e propri prodotti anti-age ai minorenni, segno che la tendenza della skincaremania tra bambine e preadolescenti ha davvero superato il confine tra gioco e rischio per la salute della pelle. Nel 2026 ha senso lasciare andare la moda delle routine da adulti sui più piccoli e sostituirla con educazione, prodotti davvero adatti all’età e un uso più consapevole della profumeria e dei consigli degli esperti.

Basta con le routine infinite e la skincare fatigue
Altro eccesso da archiviare: le routine da 8–10 passaggi, con sieri multipli, acidi esfolianti sovrapposti, retinoidi combinati a peeling e tonici aggressivi, spesso solo perché “visti online”. Questo sovraccarico di ingredienti può compromettere la barriera cutanea, aumentare sensibilità, arrossamenti e breakout reattivi, rendendo la pelle più fragile proprio mentre si cerca di migliorarla. Non a caso si parla sempre più spesso di “skincare fatigue”: persone stanche di provare mille prodotti diversi, che dichiarano di voler tornare a una routine semplice, sostenibile e gestibile nel tempo. Il mercato e gli annunci per le prossime stagioni mostrano una risposta chiara da parte dei brand: formule ibride e multifunzione, linee più semplici, focus su riparazione e tollerabilità. Molte aziende stanno infatti puntando su sieri e creme “3 in 1”, che combinano idratazione, luminosità e un attivo chiave in un solo gesto, proprio per rispondere alla voglia di meno step e più sostanza. Nel 2026 vale la pena dire addio alla gara “chi ha più step” e scegliere pochi prodotti ben formulati, alternando gli attivi in modo intelligente e, quando possibile, con l’aiuto di una consulenza professionale. Non a caso abbiamo lanciato la novità ARIA Skincare, per una routine più smart e semplice, ma con formulazioni ricche e polivalenti.
Nel 2026 niente “filtri” e basi maschera
Molti look virali del 2025 hanno continuato a puntare su basi iper coprenti, baking massiccio, contour rigido e pelle lucida tipo “glass skin” che funziona solo sotto luci perfette o filtri, ma raramente nella vita di tutti i giorni. Molti make-up artist raccontano che certi trucchi “da social” richiedono luci da set, continui ritocchi e temperatura controllata: fuori da quel contesto, tra ufficio, mezzi pubblici e cene, l’effetto regge poco. Il risultato è spesso una pelle appiattita, poco tridimensionale e poco confortevole da indossare per ore, soprattutto su pelli con texture, pori visibili o segni d’espressione. Le previsioni per il 2026 parlano di un ritorno a finish più morbidi: fondotinta leggeri o medi, basi satin o semi-mat, illuminanti dosati solo su alcuni punti strategici, per un effetto più elegante e reale. Sempre più spesso si parla infatti di “real skin”: pelle visibile, con pori e texture, valorizzata da texture morbide e luminose che fotografano bene ma, soprattutto, convivono con la vita vera. È il momento giusto per lasciare indietro l’idea che la pelle debba sembrare un filtro e scegliere un make-up che la valorizzi invece di cancellarla.

Le cose da portare nel 2026: lo skinimalism mette la pelle sana al centro
Cosa vogliamo salvare e portare con noi anche nel nuovo anno? Tra i trend migliori del 2025 c’è lo skinimalism: skincare più essenziale, con pochi passaggi chiave (detersione, idratazione, protezione solare) e 1 o 2 attivi mirati in base alle esigenze della pelle. Viene spesso descritto come la risposta beauty alla vita vera: routine che devono funzionare anche quando hai solo cinque minuti la mattina o la sera, senza rinunciare a risultati visibili. Non si tratta solo di “fare meno”, ma di usare prodotti multifunzione, ridurre sprechi e concentrare l’attenzione sulla salute della barriera cutanea e sul comfort quotidiano. I report sul futuro del beauty confermano che i consumatori stanno premiando routine più sostenibili, efficaci e facili da mantenere, anche per motivi economici e ambientali. Diversi studi sottolineano anche un effetto “salva portafoglio”: scegliere pochi prodotti ben formulati permette di investire nella qualità, invece di diluire il budget in tanti flaconi che finiscono dimenticati in bagno. Portare lo skinimalism nel 2026 significa imparare a scegliere bene, ascoltare la propria pelle e dare tempo ai prodotti di funzionare, invece di cambiare tutto in base all’ultimo trend virale.
La beauty routine su misura sarà il vero must del nuovo anno
Un’altra tendenza positiva destinata a crescere è la personalizzazione: non più una sola routine valida per tutti, ma percorsi costruiti su tipo di pelle, stile di vita, gusti e budget. Si moltiplicano servizi, tecnologie e contenuti pensati per aiutare a capire cosa serve davvero alla propria pelle e quali texture o colori funzionano meglio, riducendo gli acquisti d’impulso e i tentativi a vuoto. Le analisi di settore mostrano che chi riceve una consulenza personalizzata tende a essere più soddisfatto, a usare davvero ciò che compra e a ridurre i prodotti “sbagliati” che restano chiusi nel cassetto. Questo vale per skincare e make-up: due persone con la stessa palette colori o lo stesso siero possono usarli in modo completamente diverso, in base alle proprie esigenze e abitudini. Anche gli strumenti digitali, questionari, app, piccoli device di analisi, possono essere utili, ma danno il meglio solo quando vengono interpretati da chi conosce davvero pelle, ingredienti e prodotti. Nel 2026 il ruolo dei beauty expert in profumeria diventerà centrale: trasformare i trend in routine concrete, suggerire abbinamenti sicuri tra attivi e aiutare a creare un beauty kit su misura è il vero valore aggiunto rispetto al semplice “seguire i social”. Quindi sapete cosa fare: venite nelle Profumerie Ethos e affidatevi alla bravura dei nostri esperti.
Nel 2026 il beauty sarà colore, texture e creatività… ma con equilibrio
Infine, tra i trend da portare con entusiasmo nel nuovo anno c’è il ritorno del colore e delle texture giocose: labbra più presenti, mascara colorati, dettagli grafici sugli occhi, tocchi metallici o shimmer che danno carattere al look. Le passerelle e le previsioni 2025-2026 mostrano un equilibrio diverso rispetto al passato: base più pulita e naturale, con un solo elemento davvero “statement”, che sia un rossetto intenso, un eyeliner colorato o un blush più deciso. Gli addetti ai lavori parlano sempre più spesso di “one focus rule”: scegliere un solo protagonista nel look, che sia labbra, occhi o blush, e costruire il resto in modo più soft attorno a lui. Questo approccio permette di divertirsi con il make-up senza trasformarlo in maschera, mantenendo la pelle leggibile e l’insieme armonico. Non a caso, nei trend 2025–2026 compaiono sempre più mascara colorati, eyeliner grafici e blush vibranti, quasi sempre abbinati a sopracciglia morbide e basi leggere: il colore non è più sinonimo di eccesso, ma di personalità. Nel 2026 ha senso continuare ad esplorare il colore, ma con la consapevolezza che il trucco migliore è quello che ti somiglia e che puoi usare non solo per un contenuto social, ma anche nella tua vita di tutti i giorni.
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